«Una storia – ha dichiarato il prof. Michele Dantinidella Stranieri– che meriterebbe di essere scritta, e che rimane da scrivere, è quella dell’Umbria, e in particolare di alcune città della regione, come Perugia, Assisi, Todi, Spoleto e i loro immediati dintorni come crocevia di una tenace comunità di artisti internazionali nel corso della prima e in parte anche della seconda metà del Novecento, o addirittura oggi. Artisti e non solo: e si può qui ricordare come, all’origine del culto fin-de-sièclee primo-novecentesco dell’Umbria e dei suoi Antichi Maestri, siano le intrepide campagne di esplorazione storico-artistica promosse da studiosi e connoisseur americani come Bernard Berenson e Frederick Mason Perkins, allievo di Berenson». Dodici artisti americani, pittori, scultori e architetti, degli oltre trenta residenti più o meno stabilmente in Umbria illustreranno le loro opere, e oltre che della loro arte ci parleranno delle ragioni che li hanno spinti ad eleggere l’Umbria come luogo per la loro attività artistica. Si tratta di una importante iniziativa che evidenzia l’attrattività di questa regione che per i suoi paesaggi e per il fascino dei suoi borghi e delle sue cittadine storiche è da sempre fonte di ispirazione e di suggestioni per artisti provenienti da ogni parte. “Il paesaggio è la casa dell’essere” sarà invece il tema della lectio magistralis del prof. Barnaba Fitzgerald, della Southern Methodist University, Dallas. Il convegno, strutturato in tre sessioni (paesaggi umbri, paesaggi della memoria; la figura umana) vedrà la partecipazione, tra gli altri, di numerosi studiosi provenienti da New York, Chicago, Londra, e Dallas.
Commenti
Posta un commento