Il gotha delle scienze linguistiche e storiche al Gallenga: luminari a confronto sulle migrazioni dell’italiano

Il MAECI e la Dante Alighieri alla conferenza internazionale della Stranieri di Perugia

Giovanni Paciullo, Mario Giro, Alessandro Masi
Perugia, 5 maggio 2018 – Un convegno internazionale per fare il punto sui ruoli dell’Italia nel mondo continentale e mediterraneo si è concluso a Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Si è trattato di un incontro internazionale con il ghota delle scienze linguistiche e storiche per dibattere sulle migrazioni della lingua e sui nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia. Ad aprire le due giornate di studio, ideate e organizzate dalla professoressa Francesca Malagnini, docente di Luinguistica italiana alla Stranieri di Perugia, una riflessione sulla certificazione della lingua italiana di qualità (CLIQ) e sulle buone pratiche del sistema cui hanno preso parte, tra gli altri, il rettore della Stranieri, prof. Giovanni Paciullo, il viceministro degli Affari esteri Mario Giroe il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi.    

«Voglio sottolineare in questa sede – ha detto il rettore Giovanni Paciullo – il ruolo determinante che il prof. Francesco Bruni ha avuto nella costruzione di quest’Università non soltanto per lo spessore del contributo scientifico – nel 1992 infatti è stato presidente del comitato tecnico della Facoltà di lingua e cultura italiana – e come comunità accademica gli siamo grati. Sottolineo uno dei tanti contributi di questo studioso per richiamare l’importanza della lingua italiana, delle parole italiane fuori dall’Italia, della loro diffusione per ambiti molto più ampi che un po’ la retorica del luogo comune ha spesso voluto ridurre ad ambiti ristretti. Questo convegno non soltanto un incontro di una qualificatissima comunità scientifica, ma è un privilegio di figure eminenti, riferimenti storici di una ricerca che ha orientato tutta la comunità accademica internazionale. La tematica di oggi abbraccia un ambito d’interesse vastissimo e vi siamo grati che quest’approfondimento possa avvenire in questo ateneo che ha scelto come missione quella che è la traccia del vostro approfondimento». 

Francesca Malagnini, Mario Giro, Alessandro Masi
«È importante partecipare a questo congresso sulla lingua italiana – ha dichiarato il viceministro agli Affari esteri Mario Giro – perché penso ci sia bisogno di riflettere e di lavorare di più su questi argomenti. Da quando mi sono interessato del settore cultura all’estero ho trovato nella lingua un vero vettore di internazionalizzazione del paese. Quindi sono convinto che sia possibile aprire un mercato e in questo senso parlo di business della lingua. Dalle nostre osservazioni abbiamo notato che c'è molta richiesta all’estero di cultura e di insegnamento soprattutto dalla nuova classe media della globalizzazione. Proporre il modello dei licei italiani potrebbe essere sicuramente un business di successo. In questo contesto la certificazione diventa però importantissima perché bisogna avere la certezza della qualità. La CLIQ (certificazione lingua italiana di qualità), deve essere generalizzata ed estesa come un sistema che dà certezza di qualità».      

Da sinistra Francesco Bruni, Cristiano Nicoletti,
Giuliana Grego Bolli, Patrizia Manili
Per il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi il convegno sull’italiano fuori dall’Italia «è un incontro molto importante perché tende a fare il punto della situazione che in parte è codificata e in parte è in piena evoluzione. I dati che abbiamo a disposizione di italofoni fuori dal nostro paese – ha aggiunto – si aggirano intorno ai due milioni e l’italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo per motivi culturali ma quello che ancora non abbiamo registrato è il movimento in ascesa che c'è verso il nostro paese per motivi di studio. Questo incontro di storici e linguisti – ha continuato Masi – è un bilanciamento tra politica della cultura e politica della politica, tutto quello che sarà il nostro futuro dovrà dipendere da questo settore specifico e dalle scelte che saranno compiute proprio per sviluppare questo settore vitale non soltanto per la cultura ma anche per il commercio e per la nostra industria culturale italiana. Il caposaldo della cultura del merito, la certificazione – e qui ringrazio la professoressa Giuliana Grego Bolli che è stata sempre attenta a questi temi –  è una conquista recente come la scelta della CLIQ di unire i 4 maggiori certificatori nazionali con un'unica sigla è stato un passo notevole nella politica linguistica italiana».  

LE RELAZIONI  
Dopo questa prima parte della conferenza sono intervenuti Emanuele Banfi su “I fanarioti, “mediatori” greci dell’italiano sulle rive del Bosforo e nei Principati danubiani”, Marco Impagliazzo“Mare nostrum: l’Italia nel Mediterraneo", Carla Marcatosulle “Recenti ricerche sugli italianismi specie in area anglofona”, Daniele Baglioni sulle “Attestazioni precinquecentesche della lingua franca? Pochi dati, molti problemi” e Laura Minervini sulla “La diffusione dell’italiano nelle comunità ebraiche del Mediterraneo orientale". Ha chiuso la prima giornata di lavori il concerto “Le arie da Camera di Rossini, ovvero Il cantar che nell’anima si sente" eseguito dai Giovani Concertisti in collaborazione con l’Associazione Giovanile Musicale (A.GI.MUS) di Perugia in occasione del 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini. Il convegno è poi proseguito nella seconda parte con gli interventi di Egidio Ivetic su “I limiti orientali d’Italia: una prospettiva storica”, Luca Vaglio sugli "Italianismi nell’autobiografia di Dositej Obradovic", Sanela Mušija“Sulla presenza dell’italiano nell’area slavo-meridionale: alcune testimonianze epistolari settecentesche”, Camilla Granzotto sulle “Scritture italoromanze a Spalato nel Quattrocento: primi sondaggi”, Antonio Venturis su la“La rivista greco-italiana "Il telegrafo greco": un’analisi storico-linguistica" e Davide Basaldella sulle "Testimonianze primocinquecentesche del toscano a Malta”. La discussione è stata poi ripresa con le relazioni di Roberto Vetrugnosu “Lingua ed epistolografia cortigiana in Europa”, Elena Pîrvu“Intorno all’influenza dell’italiano sul romeno”, Marco Carmello sul “Modello di un modello: strategie di gestione del caos nella normazione linguistica fra Italia ed Europa”, Elisabetta Lombardo “L’italiano come lingua immigrata in Australia oggi: il caso di Brisbane” e Mario Capaldo“Come quando e perché muore una lingua. Dialogo tra un contadino (Senofonte) e un filosofo (Aristotele), dopo Mantinea (362 a.C.)”. A chiudere le due giornate di studio è stato Francesco Bruni che ha presentato il volume di Emanuele Banfi “Italiano e altre varietà italo-romanze in Europa e nel Mediterraneo nel secolo XIX" (Firenze, Franco Cesati 2017).    

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