Il convegno del Centro studi diretto da Roberto Fedi: “Salute, malattia e bellezza dal Rinascimento all’Età moderna”
mercoledì 16 maggio, ore 11, giovedì 17 maggio
sala Goldoni di palazzo Gallenga
Perugia, 14 maggio 2018 - “Salute, malattia e bellezza dal Rinascimento all’Età moderna” sono i temi del convegno in programma alla sala Goldoni, mercoledì 16maggio, con inizio alle ore 11. All’evento promosso dal Centro internazionale di studi sul Rinascimento della Stranieriprenderanno parte il rettore Giovanni Paciullo, il direttore Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Giovanna Zaganelli e il direttore del Centro internazionale di studi sul Rinascimento, Roberto Fedi. Tra gli ospiti internazionali nelle 4 sessioni della conferenza figurano Massimo Ciavolella del Centro studi medievale e rinascimentale dell’Università della California.
Il convegno, suddiviso in 4 sessioni nelle giornate del 16 e 17 maggio, metterà a fuoco il tema della salute e della malattia, da sempre considerati un binomio inscindibile intimamente legato ai contesti ambientali, sociali e culturali peculiari delle differenti epoche storiche. Fin dall’antichità medici e letterati hanno sviluppato idee e teorie propugnando soluzioni in base alle condizioni fisiche e patologiche degli individui coinvolti, diffondendo sistemi di conoscenze, pratiche mediche e rimedi che si sono evoluti gradualmente nel corso del tempo per lenire o prevenire le sofferenze derivanti da malesseri, a volte anche amorosi. Il valore attribuito ai concetti di salute e malattia è stato influenzato inizialmente dalle credenze e superstizioni religiose e, progressivamente, è confluito in una dimensione meno immaginaria e più realistica.
Un tema affrontato con costanza nella letteratura e nelle arti figurative, in particolare nella stagione rinascimentale, fu quello inerente alla bellezza, ritenuta già nel mondo classico un dono concesso dagli dei. Sia uomini che donne facevano largo utilizzo di cosmetici per abbellirsi e di vari ornamenti negli abiti e nelle chiome per risaltare la loro figura, reputando preziose le informazioni e i consigli diffusi nei trattati. La cura e il miglioramento del proprio corpo, intesi come esaltazione della bellezza, erano una delle maggiori preoccupazioni soprattutto per le classi sociali più elevate. Con l’avvento del Medioevo scemò l’attenzione rivolta al lato estetico e solo in rare occasioni ci si affidò a pittori professionisti, i quali dipingevano i visi con colori ad olio o a tempera. Nel rinascimento scrittori, poeti, pittori e scultori raffigurarono la donna come una creatura divina, elogiando le linee morbide e il pallore del volto, emblematica espressione di nobiltà e purezza d’animo.

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