Presentato alla Stranieri il progetto OPEN LAB, il team che accoglie le diversità

Da sinistra :Rita Stoppini, Matteo Palombaro, Giuliana Grego Bolli, Monia Andreani,Maura Marcheggiani e Valentina Severoni

Perugia - Costruire un percorso di formazione sulla Lingua Italiana dei Segni; promuovere spazi accessibili all’interno dell’Ateneo, divulgare le attività della Commissione per la disabilità e DSA in tutte le scuole del territorio. Sono questi, in estrema sintesi, alcuni degli obiettivi che si prefigge il progetto “OpenLab”, illustrato nella Sala Goldoni di palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia alla presenza della prorettrice, Giuliana Grego Bolli, della delegata rettorale alla Disabilità e DSA, Monia Andreani, e della docente di Diritto Internazionale, Maura Marchegiani. All’incontro hanno preso parte anche i componenti della Commissione per la disabilità Lauretta Burini, Rita Stoppini, Matteo Palombaro e Valentina Severoni. 
“Il compito di un’istituzione che si occupa di formazione – ha puntualizzato la prorettrice Giuliana Grego Bolli – è quello di garantire accesso non solo ai servizi, ma anche al percorso formativo a tutti gli studenti. Credo che, al di là della formazione scolastica, la civiltà di un Paese, o di un popolo, si misuri proprio attraverso l’attenzione che viene dedicata alla disabilità in un’ottica multiculturale e di condivisione, specialmente in una situazione educativa come quella dell’Università per Stranieri di Perugia, dove convivono diversità linguistiche e culturali”.
“Bisogna costruire una cittadinanza universitaria – ha sottolineato Monia Andreani – che sia inclusiva per tutti e per tutte le diversità e basata su percorsi d’interazione tra persone e processi che non siano standardizzati, ma che si costruiscano nel tempo. OpenLab – ha spiegato– è un progetto aperto e in continua evoluzione, orientato verso i bisogni degli studenti. Non si tratta di un ufficio, ma di un team che li accompagna in tutta la carriera universitaria – ha precisato –  partendo dall’orientamento fino alla laurea, con l’obiettivo di fornire specifiche tipologie di sostegno, necessarie per svolgere con profitto il proprio corso di studi. Il team, attraverso i suoi servizi, e grazie alla collaborazione di tutte le Aree dell’Ateneo, permette agli studenti di avere un’organizzazione dello studio tale da metterli in condizioni di poter dimostrare al meglio le proprie competenze”.
Maura Marcheggiani, studiosa di Diritto Internazionale alla Stranieri, ha invece affrontato alcuni importanti passaggi della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2006 e ratificata in Italia nel 2009.
“La convenzione – ha spiegato Marcheggiani – adottata da 192 paesi rappresenta il primo grande trattato sui diritti umani. Si tratta di un documento di grandissima importanza per la promozione di una nuova cultura riguardo alla condizione delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.
Di diversità declinata all’accoglienza e alle buone pratiche hanno dibattuto Matteo Palombaro e Valentina Severoni, che hanno definito una missione quella di accogliere gli studenti, come una sorta di percorso, che richiede sensibilità e alte competenze, da costruire quotidianamente.
L’evento multidisciplinare, nato in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, è proseguita con gli interventi di Rita Stoppini e Laura Burini, che si occupano della disabilità dal 2000. Le due esperte hanno precisato che la più grande difficoltà nell’approccio al fenomeno è di natura culturale e questo necessità una riflessione a tutti i livelli educativi per far comprendere meglio il contesto socio didattico. L’incontro si è concluso con una serie di testimonianze di studenti e studentesse che hanno raccontato la loro esperienza vissuta all’Università per Stranieri di Perugia.

[by AL]



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